UNI.VO.C.A. si interroga sul proprio futuro dopo la pandemia.

logo-UNIVOCA20 ridDai temi emersi durante la Tavola Rotonda organizzata da UNI.VO.C.A. il 10/10/2020 e dai contributi dei partecipanti al Consiglio Direttivo del 20 novembre scorso, sono stati evidenziati alcuni punti ritenuti fondamentali.

Vedi allegato: UNIVOCA il futuro-signed

INCONTRI DI INFORMAZIONE on line su “Pronto Soccorso per i BBCC”

UNI.VO.C.A. ha organizzato un ciclo di “Incontri di informazione on line” sul “Pronto Soccorso per i Beni Culturali” (https://www.univoca.org/category/pronto-soccorso/) per aggiornare tutti gli iscritti al “nucleo” di Pronto Soccorso per i Beni Culturali ed a nuovi volontari culturali sullo stato dell’arte dell’iniziativa e delle singole segnalazioni, di cui troverete notizia al link sopra indicato.

cartolina amici arte* Lunedì 14 dicembre p.v. in diretta on line alle h. 18, incontro preparatorio con tutti gli iscritti ed i nuovi volontari culturali per illustrre il programma degli incontri, a cura di Feliciano Della Mora, presidente UNI.VO.C.A. e Maria Luisa Reviglio della Veneria, segretaria UNI.VO.C.A..

Collegamento Zoom – Progetto Agorà del Sapere – Univoca Torino: ID 95710852927 – PW: 662785 oppure
Invito:  https://zoom.us/j/95710852927?pwd=UWZ3blJFNHMvb0d2LzZmZ09ZdWI3QT09
A partire da lunedì 11 gennaio e fino a lunedì 29 marzo si susseguiranno sette incontri quindicinali di aggiornamento ed informazione.

Info:
info@univoca.org – tel. 3333670926 – 3355489853

Iscrizioni in corso, mediante invio di una e-mail (con cognome, nome, n. tel., indirizzo mail) a:
info@univoca.org, marialuisareviglio@gmail.com, valterbn@alice.it, sara.inzerra@gmail.com

In allegato programma degli incontri: UNIVOCA Incontri informativi PS 2021

IL LIBRO CUORE A TORINO fra fiction e realtà.

Cuore di Edmondo De Amicis, uno dei capisaldi insieme a Pinocchio e ai libri di Salgari della letteratura per l’infanzia non soltanto italiana, fu pubblicato da Treves nel 1886. Le vicende narrate sono ambientate nell’anno scolastico 1881/82 in una scuola elementare di Torino, identificata nel testo come “Sezione Baretti”. In realtà si tratta della Scuola Moncenisio che era collocata in via Cittadella 3, vicino all’abitazione di De Amicis e frequentata dai suoi due figli, Furio e Ugo.
Il legame del libro con la città di Torino è molteplice. Oltre alla scuola citata, abbiamo scelto per il fotoracconto altri tre luoghi emblematici: il primo, legato alla scuola del carcere delle Nuove, che testimonia l’interesse di De Amicis per le scuole con finalità sociali e assistenziali; il secondo, legato alla presenza significativa della vita militare sia nella biografia di De Amicis sia nel libro Cuore, attraverso la caserma Cernaia; il terzo che consente di rievocare un personaggio molto noto e popolare, che si colloca tra realtà e fantasia: la Maestrina dalla penna rossa.

Immagine del CUORE - ridotta (1)VIDEO di presentazione:
https://www.youtube.com/watch?v=h367oyCSI5s&list=PLChzRABYqLLfut7eor6BPwG2z8KASF8z8&index=1

IL LIBRO CUORE A TORINO TRA FICTION E REALTA’
Vedi allegato: IL LIBRO CUORE A TORINO TRA FICTION E REALTA

Fotoracconto sulla Torino del Libro CUORE
GALLERIE FOTOGRAFICHE:
1 – “Il libro Cuore e Torino. Tra fiction e realtà”. Caserma Cernaia – https://photos.app.goo.gl/1igwvuE7UWfJCdTk9
2 – “Il libro Cuore e Torino. Tra fiction e realtà”. Scuola Moncenisio – https://photos.app.goo.gl/ddZhFPb4ZWFsZp286
3 – “Il libro Cuore e Torino. Tra fiction e realtà”. Carceri Le Nuove – https://photos.app.goo.gl/pp3rmrFWPqkdFPodA
4 – “Il libro Cuore e Torino. Tra fiction e realtà”. La maestrina dalla penna rossa – https://photos.app.goo.gl/Y2xVrtTftmfWKdE69

 

UN MUSEO CHE RACCONTA STORIE di borghi, storie del cuore, a cura di Flavia Vaudano.

Alla scoperta di itinerari insoliti – Pino Torinese, paese della contadinanza

Un museo che racconta storie di borghi,storie del cuore.

Da quasi vent’anni vive a Pino Torinese un piccolo ” Museo delle Contadinerie “ e della cultura materiale, un museo che gioca le sue relazioni sul dinamismo del rapporto tra generazioni, che raccoglie oggetti di tradizione contadina senza criteri di bellezza espositiva, ma con l’ambizione di raccontare storie vissute di famiglia e di riprodurre gli ambienti reali della cascina,della scuola rurale, del paese contadino dall’ottocento in poi. Ogni piccola cosa esposta aggiunge sottovoce qualcosa per ridare vita alla devozione popolare della campagna, alla storia della piccola patria locale, ai suoi usi e costumi.
vaudano 2Quasi una sfida allo smarrimento della memoria perché i giovani scoprano che senza la ricerca delle radici non c’è futuro. Al ” museo delle contadinerie ” la raccolta, il restauro, l’ambientazione degli oggetti sono occasione di condivisione e di passione per l’uomo e per il suo ambiente naturale. Ci si può arrivare – e questo è solo un discorso da avviare al termine del confinamento da virus – lungo strade asfaltate e banali nella loro comodità,oppure con qualche disagio in più, affrontando sentieri nero-asprigni di more, divorati a mezzo dalla menta di strada e resi preziosi dal cremoso merletto del fior di sambuco; in questo caso, però,si deve partecipare a una delle tante camminate raccontate e con merenda contadina offerta che il Museo ha sempre organizzato e che riprenderà a proporre.
Il paese offre tanto di più: anche un Planetario con Museo dello spazio e una secentesca chiesa dell’Annunziata, scrigno di tesori che svariano dal Cristo ligneo del ‘400 a strepitosi stucchi dei Maestri luganesi (qui in cantiere tra Seicento e Settecento per impastare insieme artigianato e arte), dall’organo Vegezzi Bossi del 1858 alle oreficerie settecentesche, dai capolavori musivi della Scuola di Cartagine all’icona della Madonna incinta in foglia d’oro su tavola lignea.
Senza contare la dolce bellezza dei grumi di case seminate a spaglio sui declivi morbidi della bella collina e le villette a gregge nelle valli prative; e i borghi con i filari di vigna, arditi di affaccio sui sottili crinali che in controluce sembrano quasi appoggiati sul lontano Monviso.
Per un lieto futuro andare, con lento passo e fantasia sbrigliata, li ricordiamo tutti: S.Felice, che di maggio, all’improvviso, si fa bianco e rosso con le ciliegie, Centocroci con la sua eco inquietante di briganti e di agguati, di santi e piloni, Mongreno, appartata in meravigliose stradine di quiete, Podio, fiera dei suoi valori comunitari, la Balbiana, ancora frusciante di volpi, lepri e scoiattoli, il Satellite con le sue estrose intuizioni di architettura degli anni ‘60, il Centro con un sagrato aperto su 100 paesi dell’astigiano (servono occhi d’Argo e giornate di limpida magia), la valle dei Miglioretti con un antico affresco di cronaca sacra del 1676 e la valle dei Ceppi, quasi un paese dentro al paese, fiero del suo museo contadino.
Museo che ha deciso di scavare a fondo nei ricordi e nel cuore per regalare ai lettori cronache lontane e notizie di oggi per esplorare insieme le tracce gustose di una civiltà contadina che, in fondo, appartiene a ciascuno di noi.

STORIE PINESI : DAL “GALUCIO” A TANTO ALTRO
vaudano 1C’era una volta a Valle Ceppi un prato, il prato dei cannoni. Quelli di legno, siamo al tempo della seconda guerra mondiale, con la bocca di fuoco rivolta al cielo per ingannare gli aerei, americani o tedeschi non si sa, quelli che bombardavano per intenderci, senza sottilizzare se colpivano modeste abitazioni rurali o casolari rifugio di partigiani.
C’era una volta un prato ai Tetti Vasco, fiorito di giallo tarassaco e di blu salvia prativa.
C’era una volta un prato, campo di giochi per tutti i bambini della valle, dal mattino fino a sera, dopo la guerra s’intende.
E lì, tra capriole profumate di menta e filastrocche al sapor di sambuco, passavano veloci le ore belle di tre bambini, i Tarraran: Daniele, futuro diplomato alle Arti Bianche di Torino e poi giovane imprenditore di successo e le due sorelline gemelle, Adriana con un destino da ostetrica prima e suora alcantarina poi e Loredana, futura biologa e cavaliere della Repubblica per meriti scientifici.
Erano loro i bambini di una famiglia insolita, destinata a lasciare il segno nel piccolo borgo agreste, ma non troppo, visto che al tempo del “c’era una volta” ospitava un cinematografo e una fabbrica di fuochi artificiali.
Torniamo alla famiglia Tarraran che può vantare nella parentela materna una neurologa e una amministratrice d’azienda, senza contare un papà trasformato da metalmeccanico Fiat in esperto di panificazione. Una famiglia insolita, dicevamo, anche per l’innata umiltà che fino a pochissimo tempo fa vedeva al bancone, a servire una clientela sempre più numerosa e contenta, due laureate, sorridenti e gioiose.
E di sorridere vien proprio voglia se gli occhi cadono sulla scritta al posto di infornatura del titolare che dice ironicamente ”genio al lavoro”.
Ebbene, in questo speciale negozio, con il forno a vista e valanghe di pagnotte e pagnottelle, dal pan di zucca al musichiere, dalle pizze alla nocciola a quelle di melanzane, le teglie dei dolci accolgono anche i “galucio” e le “bamboline”. Soltanto chi possiede una chioma bianca e chi è abituato a sfogliare le guide gastronomiche altolocate di Paolo Massobrio (che dei Tarraran ha fatto una importante tappa di gola felice) sa raccontare la storia di questi ingenui dolcetti di pasta di pane.
I Tarraran, eredi di un vecchio forno di borgata, famoso in tutta Pino grazie all’abilità di una intera generazione di panettieri (Giovanni conosciutissimo per la capacità di impastare e per l’empatia personale condita di burbere battute), con la nuova audace gestione del giovane Daniele aperto alle sperimentali innovazioni, ma anche ben consapevole della forza dirompente delle tradizioni, in pochi anni si sono imbiancati mani e capelli e, con molto entusiasmo, hanno ripreso a impastare pane e dolci, anche pescando nei segreti ricettari di famiglia e hanno regalato ai nuovi pinesi ( in paese ogni anno si festeggiano i nuovi residenti ) perfino i “galucio”, biscottoni spolverati di zucchero semolato, tanto amati dai bambini d’antan.
Diamo conto del nome con una piccola divagazione, molto alla buona, di antropologia contadina e con qualche cenno minimale di gastro-geografia della ruralità piemontese (e non solo). Dalla più lontana notte dei tempi il gallo, o meglio il galletto, è simbolo nelle campagne di virilità, di fecondità, di autorevolezza, di piacevole insegna del buonumore; e come tale lo ritroviamo sulle ceramiche popolari di Mondovì (oggi molto appetite dagli antiquari) e su quelle più ruspanti di Puglia; per non tacere poi del “coq”di Francia o del Portogallo, dove è diventato addirittura simbolo nazionale. Gli oggetti decorati con il pennuto in età giovanile, e dunque in esplosione di penne, colori, slancio, sono diventati occasione di buon augurio, di allegria, di prosperità, di festa.
Ecco spiegato il perché della tradizione contadina povera che vuole donare ai piccoli di casa un dolce semplice, poco costoso, ma decorato con il galletto: il “galucio” cioè, di pasta di pane, arricchito con poco latte e burro e spolverato appena appena di zucchero o spennellato con il tuorlo d’uovo (ma solo nelle occasioni importanti). Senza alcun tipo di fatica i pinesi di oggi possono pensare i maschietti dell’800 e del ‘900 ben impegnati a sbocconcellare con orgoglio il loro “galucio” per s. Andrea Corsini (patrono della parrocchia e anche del Comune) e per i giorni di marca o segnatempo atmosferico. E le bambine? Toccava anche a loro un pezzetto di “galucio”? Assolutamente no, una femminuccia non poteva stringere tra le mani né portare alla bocca un segno di virilità; e allora, sempre con la pasta da pane, ecco risolto il problema: si modellava alla buona una bambolina, con vestitino a gonna scampanata e tutto tornava a posto. Anche le Marie, le Giuseppine, le Rosette contadine avevano il loro dolce per i giorni speciali, anche solo per le domeniche.
A Pino funzionava così, ma non soltanto nel nostro paese: il “galucio”, magari con due pastiglie di menta al posto degli occhi o con due chiodi di garofano, apparteneva all’infanzia dell’intero Piemonte del sud, con il nome di “cicio d’ Capdan” e in questa occasione erano padrini e madrine a regalarli ai figliocci; o ancora cambiava nome nell’alessandrino e diventava bragton (braghettone); o tornava “galucio” a Casale. Con identico aspetto zoomorfo o antropomorfo (per le buate, le bamboline) era conosciuto, e molto apprezzato, dai bambini della Valle Stura che lo chiamavano pritin (spiritino). In Val Varaita, invece, diventava cicho sucrà e a Boves culumb.
Da bravi pinesi non possiamo tacere un riferimento medioevale al galletto: gli storici raccontano dell’abitudine antica di segnare i confini dei campi e i crocicchi con cumoli di pietre .Ebbene, nel nostro paese una via (oggi asfaltata, ma un tempo sentiero) porta il nome di Pietra del gallo e offre ai curiosi un grande masso che…forse…era inciso a forma di gallo. Per non parlare del riferimento evangelico a Pietro, traditore prima del canto del gallo.
Sia come sia, a chi ha la fortuna di vivere oggi a Pino raccomandiamo di concludere questa lettura con un buon “galucio” dell’Antico Forno di Valle Ceppi. Per trasformare le chiacchiere in gustoso assaggio.

Autore: Flavia Vaudano, Curatrice del museo

QUADERNO DEL VOLONTARIATO CULTURALE N. 20

Anche il n. 20 dei Quaderni del Volontariato Culturale è online, vai alla pagina “Quaderni”

AMICI DEL MUSEO STORICO NAZIONALE D’ARTIGLIERIA – Appello.

Museo ArtiglieriaL’Associazione Amici del Museo Storico Nazionale d’Artiglieria si trova in un momento in cui ha bisogno dell’appoggio di tutti coloro che, conoscendo il pregio storico e scientifico del Museo, insostituibile patrimonio della città di Torino, ne auspicano la ripresa e la riapertura al pubblico.

L’APPELLO allegato spiega in che modo ognuno può dimostrare la sua solidarietà attraverso un contributo che non mira ad acquisire risorse economiche.

Vedi e scarica: Museo Storico Nazionale di Artiglieria

 

 

 

 

LA LOGGIA (To). Villa CARPENETO.

2017-carpenetto-con-Cappella-300x225Tra i secoli XV e XVI nella documentazione presente in vari archivi pubblici e privati è attestata l’esistenza di un piccolo castello in prossimità della riva destra del Torrente Ojtana nel tratto di confine col territorio di Vinovo, denominato Carpeneto. Tale edificio, forse una vecchia casaforte medioevale con torre, risultava rimaneggiato in forme seicentesche con alcuni cascinali attorno.

Leggi tutto nell’allegato: LA LOGGIA Villa Carpeneto

Autore: Gervasio Cambiano – cambianogervasio@gmail.com

Pubblichiamo la scheda relativa al complesso monumentale in località Carpeneto nel comune di La Loggia, opera dello storico locale Gervasio Cambiano. L’importanza della villa e il presente stato di abbandono hanno coinvolto anche il FAI – Fondo Ambiente Italiano che lo ha inserito nella lista dei “Beni del cuore”; analogamente il Comune di La Loggia è interessato alla vicenda del bene che è stato messo in vendita e si pone l’obiettivo di tutelare per la comunità un bene ambientale ed architettonico così importante.

Salviamo il Carpeneto.
“Ho scritto a Sos Monumenti per salvare il borgo del Carpeneto dal degrado, dall’oblio e dal nulla”. Lo storico e scrittore vinovese Gervasio Cambiano racconta il suo ultimo impegno, spiegando: “Il servizio è fornito dall’Univoca (Unione volontari culturali associati) torinese con cui collaboro, una sigla che raccoglie e coordina associazioni culturali di volontariato del territorio e finalizzate alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico e culturale”.
La villa Carpeneto, in stile neobarocco, personalizzata da uno stile neoclassico di alta scuola, è in prossimità della riva del torrente Oitana, comune di La Loggia ma confinante con Vinovo. Attorno, il borgo con alcuni cascinali. Dichiarata Monumento nazionale, è di proprietà di una società svizzera, ma disabitata, priva di arredo ed abbandonata dagli anni ’60. c.t.
Info: www.univoca.org da L’Eco del Chisone, 20 dic 2017

Inviata segnalazione il 14 luglio 2018: UNIVOCA Villa Carpeneto La Loggia – Segnalazione-signed

Risposta della Prefettura di Torino in data 30 luglio 2018: Villa Carpeneto – Prefettura Torino

Risposta della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino in data 31 agost 2018: prot. 143470001 Sopr Villa Carpeneto

Ultime notizie (aprile 2020): la proprietà risulterebbe ancora facente capo alla famiglia dei Rossi di Montelera, che ora hanno domicilio in Svizzera e la villa è in vendita con commissione ad una società immobiliare russa.

Aggiornamento al 7 marzo 2021: Risulta in vendita su internet (organizzazione Mitula) a 2.900.000 €

Aggiornamento al 13 dic 2023: Carpeneto 13 X bre 2023

Aggiornamento a gennaio 2026: La Loggia Villa Carpeneto – gennaio 2026

Bibliografia:
– Giuseppe Accorso. Ipotesi di riuso della villa Carpeneto, La Loggia. Rel. Enrico Moncalvo, Carla Bartolozzi, Andrea Vigetti. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014.

 

 

 

ALBANO VERCELLESE (VC). Il Castello in degrado.

albanoIl toponimo deriva forse da Albanus, nome personale romano; dell’epoca romana resta una tegola con iscrizione funeraria.
Dal X secolo, sotto l’episcopato di Attone, Albano risulta tra le pievi della chiesa vercellese; il possesso al Vescovo di Vercelli fu confermato coi diplomi imperiali di Ottone III (999) e di Federico Barbarossa (1152) fino al 1179, quando una parte venne ceduta al Comune di Vercelli.
Dopo esser stata proprietà di varie famiglie (Tizzoni, Avogadro, de Albano), nel 1335 Albano passò ai Visconti fino al subentrare dei Savoia (1407).
Nel 1621, per volere del duca Carlo Emanuele I, Albano (insieme ad Oldenico e Cascine San Giacomo) fu eretta contea di Mercurio Arborio di Gattinara, gran cancelliere di Carlo V d’Asburgo. Ancor oggi l’edificio del Castello appartiene alla famiglia Arborio di Gattinara.
Secondo gli storici, quando Albano si trovava sotto la dominazione del Comune di Vercelli, era circondato da uno spalto e da un fossato, lungo il quale venivano piantati cespugli spinosi; nel XIV – XV secolo venne edificato un vero e proprio castello.
ambano castelloAlcune notizie sullo stato del fabbricato nel 1671 ed in particolare l’esistenza di case rovinate fuori dal castello verso est, potrebbero attestare l’esistenza di un abitato a ridosso del perimetro fortificato, probabilmente un ricetto, la cui esistenza, allo stato attuale delle conoscenze, non è però documentabile.
Il castello venne ristrutturato nel XIX secolo, ma conserva parti antiche risalenti al XV secolo.
Di fronte alla chiesa parrocchiale ottocentesca si apre la via XX Settembre, che costeggia il muro esterno del castello. Il muro di cinta del giardino è di recente costruzione, ma vi sono ancora tratti delle cortine medievali.
Le parti antiche dell’edificio sono la bella torre d’ingresso a pianta quadrata, risalente alla metà del XV secolo, sopraelevata nel Seicento con una struttura che incorpora gli originari merli bifidi (ancora riconoscibili), fornita di torretta angolare cilindrica.
A testimonianza dell’importanza dell’antico edificio signorile, fonti documentarie attestano ancora nel Seicento la presenza di un fossato largo m 12, che circondava l’intero perimetro del castello, oggi colmato.

Purtroppo oggi (2021) gli edifici sono in stato di totale abbandono e fatiscenti.
Vedasi una dimostrazione: https://www.youtube.com/watch?v=UR5Db1ooQk8

Vedi anche, con ampia documentazione fotografia:
https://www.lorenadurante.it/2021/03/15/il-castello-di-abbandonato-di-albano-vercellese/  https://www.preboggion.it/CastelloIT_di_VC_Albano_Vercellese.htm

Bibliografia:
– Andrea Caligaris. La conservazione delle architetture di Mercurino Arborio Gattinara e della sua famiglia : ipotesi di progetto di restauro e di rifunzionalizzazione del convento dei canonici regolari lateranensi come caso studio. Rel. Emanuele Morezzi, Emanuele Romeo, Gabriele Ardizio. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2015

Info: Comune. tel. 0161 73113

 * Invio Segnalazione a Prefetto Vercelli, Sindaco del Comune di Albano Vercellese, al Presidente Regione Piemonte, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli (11 giu 2021): UNIVOCA PS Castello Albano Vercellese

* Risposta Comune di Albano Vercellese (25 giu 2021): Risposta Comune Albano Verc.

* Risposta della Regione Piemonte (6 lug 2021): LetteraUNIVOCA_CastelloAlbanoVercellese

 

CACCIA AL TESORO ARTISTICA

Caccia al tesoro fotografica per le strade di Torino alla ricerca di 10 Opere Nascoste.
Un modo divertente, dinamico (ma sicuro) e stimolante per ri-scoprire Torino, i suoi spazi, i suoi monumenti, anche in un periodo di forzata lontananza dall’Associazione.
Il gioco diventa occasione di scoperta e riscoperta, in compagnia oppure in solitaria, di un rapporto diretto con le opere che ogni giorno sono sotto i nostri occhi, ma sulle quali forse non ci soffermiamo abbastanza…
Vi presenteremo l’iniziativa, utilizzando l’ormai collaudata e irrinunciabile piattaforma Zoom dell’Agorà del Sapere
* Sabato 7 novembre 2020, ore 11,00, online in diretta, ID: 97673839127; PW: 438277; oppure invito: https://zoom.us/j/97673839127?pwd=MmNYSGlvN09iUk5SVWxwN2dGeDIwdz09
Vedi tutte le modalità per partecipare: CACCIA AL TESORO ARTISTICA PDF
A conclusione, in condivisione con le altre associazioni di volontariato e con Univoca, abbiamo invitato Feliciano Della Mora, presidente di Univoca, per proporci alcuni spunti di riflessione e di suggerimenti anche alla luce di quanto è emerso durante l’interessante tavola rotonda dello scorso 10 ottobre, a conclusione della VI Settimana della Cultura di Univoca proprio sul tema “Associazioni, pandemia e futuro”.

 

TAVOLA ROTONDA, Le Associazioni si interrogano sul proprio futuro dopo la Pandemia.

Sabato 10 ottobre 2020: verbale dell’incontro, vai a: 10 ottobre CS Settimana Cultura Univoca Verbale

Registrazione completa della tavola rotonda su youtube, vai a: https://youtu.be/z7VUxny_d_o

 

VI SETTIMANA DELLA CULTURA DI UNI.VO.C.A. 2020 – trent’anni sempre giovani – Iniziative realizzate.

VI SETTIMANA DELLA CULTURA DI UNI.VO.C.A. 2020 – trent’anni sempre giovani – Iniziative realizzate, dal 24 settembre 2020 al 10 ottobre 2020, con le registrazioni inserite su youtube.

Vedi allegato: UNIVOCA Sett Cultura 2020 Programma YOUTUBE

INTERVISTA AL DIRETTORE DEL MAO e LABORATORI EDUCATIVI DEL MAO.

 

– Venerdì 9 ottobre 2020, online in diretta, l’Associazione Mio MAO presenta un video con un’intervista al Direttore del Museo e sui laboratori educativi del MAO, presentati da Eva Morando.

Registrazione: https://youtu.be/61JQ-PiImng

 

VENTENNALE AFOM, PUBBLICAZIONE SUL RESTAURO ULTIMA CENA A STAFFARDA, MUSEO VIRTUALE ULTIMA CENA.

– Giovedì 8 ottobre 2020, online in diretta su youtube, AFOM – AMICI DELLA FONDAZIONE ORDINE MAURIZIANO odv, ha presentato il ventennale dell’Associazione; la presentazione della pubblicazione sul restauro dell’Ultima Cena di Staffarda; la presentazione del Museo Virtuale Ultima Cena.

Registrazione: https://youtu.be/yy3S2G_Bl_Q

NA SEIRA ‘N PIOLA.

 

* Domenica 4 ottobre 2020, ALFATRE GRUPPO TEATRO ha presentato lo spettacolo teatrale dal titolo “Na seira ‘n Piòla”, presso l’Educatorio della Provvidenza.

Registrazione: https://youtu.be/43cMbgCrKW0

 

 

AVIGLIANA SABAUDA: dal Medioevo al Rinascimento – 2 km di cammino tra storia ed arte.

– Domenica 4 ottobre 2020, gli AMICI DI AVIGLIANA hanno proposto una visita guidata ad “AVIGLIANA SABAUDA: DAL MEDIOEVO AL RINASCIMENTO – 2 KM DI CAMMINO TRA STORIA ED ARTE”
I Savoia ad Avigliana, Cappella dell’Addolorata, Chiesa del Gesù e Chiesa di Santa Maria vecchia, Piazza Conte Rosso e le battaglie di Avigliana, Chiesa dei Ss. Giovanni e Pietro, Chiesa di San Pietro e l’antico cimitero annesso, Santuario della Madonna dei Laghi.

Registrazione: https://youtu.be/zoYFJL3AIjI

TUTTI O NESSUNO”, citazioni lette e interpretate di liriche di Bertolt Brecht.

* Sabato 3 ottobre 2020, il CTSP – CASA DEL TEATRO SACRO E POPOLARE ha presentato “TUTTI O NESSUNO”, citazioni lette e interpretate di liriche di Bertolt Brecht.
Scelte e regia di Beppe Valperga.

Registrazione: https://youtu.be/5H9d9PHWc5Q

 

CASINE ALLEGRE – Tour fotografico Storico/Architettonico; spazi architettonici esterni di immobili di pregio, oggi convertiti.

– Sabato 3 ottobre 2020, ACTIVES aps, ha presentato, nell’ambito della VI Settimana della Cultura di UNIVOCA,  “CASINE ALLEGRE”, online in diretta ed in differita, Tour fotografico Storico/Architettonico; spazi architettonici esterni di immobili di pregio, oggi convertiti in uffici o abitazioni private, ritornando, in un passato meno recente, tra il 1900 e il 1958, nelle case che sono state sede dei bordelli più in voga della città, nel periodo fascista.

Registrazione: https://www.youtube.com/watch?v=Qp2ejvnvSp8

I PORTICI DI TORINO: una passeggiata tra cultura, storia ed arte.

– Sabato 3 ottobre 2020, da piazza Castello angolo via Po, lato Teatro Regio, gli AMICI DELL’ARTE E DELL’ANTIQUARIATO con Antonella Contardi e Edoardo Berruti hanno condotto per “I portici di Torino: una passeggiata tra cultura, storia ed arte”, in presenza, secondo i protocolli COVID-19, ripresa e trasmessa online in differita su youtube.

Registrazione: https://youtu.be/PVavM5bNYcg

IL MUSEO EGIZIO DI TORINO online.

– Venerdì 2 ottobre 2020, ACME in presenza nella sala di via Accademia delle Scienze, 11, e trasmessa anche on line in diretta ed in differita su youtube, conferenza di Centore Divina su “Il Museo Egizio di Torino online”.

Registrazione: https://youtu.be/UathBCrub4Y

VARIGOTTI – NOLI – Antiche chiese, monumenti … e navigatori.

– Giovedì 1 ottobre 2020, ROEROLANGHEMARE aps, presentazione online dell’escursione “VARIGOTTI – NOLI Antiche chiese, monumenti … e navigatori” di domenica 4 ottobre.
Difficoltà: Lunghezza: km.8 ca; Dislivello: m.270ca.

Registrazione: https://www.youtube.com/watch?v=0k3k46ls38w

AMICI DEL CASTELLO E DEL COMPLESSO ABBAZIALE DI FRUTTUARIA – Montanaro Barocca

– Mercoledì 30 settembre 2020, gli AMICI DEL CASTELLO E DEL COMPLESSO ABBAZIALE DI FRUTTUARIA hanno presentato una passeggiata virtuale a Montanaro sul barocco, visto che questo è l’anno del barocco.

Registrazione, vai a: https://youtu.be/Gw3OEGMebEg

AMICI DELL’ARTE E DELL’ANTIQUARIATO presentano “Georges de La Tour. L’Europa della luce” online.

* Sabato 26 settembre 2020, online, gli AMICI DELL’ARTE E DELL’ANTIQUARIATO, hanno presentato una visita virtuale con Edoardo Berruti, alla mostra “Georges de La Tour. L’Europa della luce” tenutasi a Palazzo Reale a Milano.

Registrazione, vai a: https://youtu.be/egAsiYILyNk

FILO LUNGO FILO, UN NODO SI FARA’ online, a cura dell’Associazione AMICI DELLA SCUOLA LEUMANN

– Venerdì 25 settembre 2020, l’Associazione AMICI DELLA SCUOLA LEUMANN, ha presentato “FILO LUNGO FILO, UN NODO SI FARA’ online”:
– “AMARCORD” Interviste agli artigiani delle scorse edizioni.
– INAUGURAZIONE DELLA 26^ EDIZIONE: diretta live con le autorità e presentazione del programma delle giornate di sabato e domenica.

Registrazione, vai a: https://youtu.be/IHtWZPNYm8w

PRESENTAZIONE Settimana della Cultura di UNI.VO.C.A. – 2020 VI edizione – trent’anni sempre giovani.

Da giovedì 24 settembre a sabato 10 ottobre 2020, con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e del Comune di Torino
– Giovedì 24 settembre 2020, presentazione online della VI edizione della Settimana della Cultura di UNI.VO.C.A. – trent’anni sempre giovani.

Registrazione, vai a: https://www.youtube.com/watch?v=yc0mYTE1leo

 

 

10 ottobre: Tavola rotonda sul futuro delle Associazioni dopo la Pandemia

TAVOLA ROTONDA

LE ASSOCIAZIONI CULTURALI SI INTERROGANO SUL PROPRIO FUTURO DOPO LA PANDEMIA

Programma:

– h. 10,00, Paolo Berruti, Presidente Emerito di UNI.VO.C.A. e Presidente dell’Associazione AMICI DELL’ARTE E DELL’ANTIQUARIATO: il Quaderno del Volontariato Culturale n. 20;

 – h. 10,15, Fabrizio Antonielli d’Oulx, Presidente Emerito dell’Associazione AMICI DELLA SACRA DI SAN MICHELE, Presidente dell’Associazione VIVANT e VicePresidente UNI.VO.C.A.: La storia di UNI.VO.C.A. e i suoi 30 anni di attività;

 – h. 10.30, Feliciano Della Mora, Presidente di UNI.VO.C.A.: Sintesi delle attività delle associazioni aderenti prima della pandemia e situazione attuale;

 – h. 10,40, TAVOLA ROTONDA, condotta da Paolo Berruti, con il seguente interrogativo:

La pandemia ha cambiato la nostra società. Come le Associazioni hanno affrontato questa realtà e come stanno programmando il loro futuro ?

Interverranno:

Vittoria Poggio, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte;

Silvio Magliano, VicePresidente VOL.TO e Consigliere Regionale;

Jennifer Celani, Funzionario della Soprintendenza di Firenze;

Roberto Gnavi, Medico e Presidente di Italia Nostra Torino;

– intervista ad Elena Ala, Giornalista;

– intervista ad Albina Malerba, Direttore del Centro Studi Piemontesi;

Alessandra Maritano, Funzionario comune di Giaveno, Presidente del Museo Civico Etnografico di Pinerolo, Presidente Associazione Arti e Tradizioni del Pinerolese;

– intervista ad Antonella Contardi, VicePresidente Associazione Amici dell’Arte e dell’Antiquariato;

Michele Ferraro, Consigliere dell’Associazione Amici di Palazzo Reale;

– intervista a Luca Glebb Miroglio, Presidente Associazione Amici dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI;

Silvana Bertoldi, Osservatrice e conoscitrice del mondo del volontariato.

h. 12,30 c., sintesi conclusiva a cura di Paolo Berruti.

 

In presenza, secondo i protocolli COVID-19, presso VOL.TO (via Giolitti, 21 – To), ore 10, trasmessa anche on line (e in differita su Youtube Canale Univoca Torino).

Piattaforma ZOOM: ID: 834 9508 4974 – PW: 270678

Info: info@univoca.org – tel. 3333670926 – 3355489853

10 Ottobre: Vivant presenta il volume “Fuga da Digione”

Sabato 10 ottobre 2020, ore 16,30

VIVANT – Associazione per la valorizzazione delle tradizioni storico-nobiliari, presenta, nella chiesa della Villa Thaon di Revel di Ternavasso (To), ospiti di Paolo e Erika Thaon di Revel, il volume dal titolo “FUGA DA DIGIONE – Deportazione e ritorno in patria dei nobili piemontesi nel periodo giacobino 1799-1800” con la partecipazione di Marco Albera e degli autori Giorgio Enrico Cavallo e Marco Scarzella. Seguirà un rinfresco ed una visita alla villa.

E’ obbligatoria la prenotazione.
Info: posta@vivant.it – tel. 3923993157

Nell’ambito della Settimana della Cultura di UNI.VO.C.A. (vai al programma completo)

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9 Ottobre: Ass. Mio MAO presenta il Museo

Venerdì 9 ottobre 2020 – ore 18

L’Associazione Mio MAO presenta un incontro con Marco Guglieminotti Trivel, Direttore del MAO.

A seguire Head, Heart, Hand. Testa, cuore, mani. I laboratori Educativi del MAO, presentati da Eva Morando.

Online in diretta ed in differita sul Canale Youtube di Univoca Torino.

ZOOM ID: 812 3709 8119 – PW: 671934

Info: salvatore@ivanraffaele.it – tel. 3484305464

Nell’ambito della Settimana della Cultura di UNI.VO.C.A. (vai al programma completo)

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8 Ottobre: AFOM presenta il Progetto e il restauro Ultima Cena

Giovedì 8 ottobre 2020 – ore 17

AFOM – AMICI DELLA FONDAZIONE ORDINE MAURIZIANO odv celebra il proprio ventennale dalla fondazione dell’Associazione.

Nell’occasione sarà presentato uno dei maggiori interventi coordinati presso l’Abbazia di Staffarda (Revello, CN), il restauro dell’Ultima Cena di Staffarda.

L’azione è inserita nel progetto “Museo Virtuale Ultima Cena”.

L’attività si svolge online in diretta ed in differita su Youtube (canale Univoca Torino),

ZOOM ID: 869 0659 6799 – PW: 501551

Info: www.afom.it – info@afom.it – tel. 3284183052

Nell’ambito della Settimana della Cultura di UNI.VO.C.A. (vai al programma completo)

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7 Ottobre: Amico Libro con Beethoven

Mercoledì 7 ottobre 2020 – alle ore 17,30

Presso la Biblioteca dell’Educatorio della Provvidenza (corso Trento, 13 – Torino) in presenza, e trasmesso anche on line in diretta, “Beethoven 2020, l’Italia celebra un gigante della musica”, per ricordare il 250° anniversario della nascita del grande compositore tedesco, appuntamento a cura di AMICO LIBRO con ROSY ALCIATI per la presentazione straordinaria di “Amico Beethoven – Passeggiata tra suoni e profumi in omaggio al gigante della musica”.
La conversazione è corredata da documentazione iconografica e ascolti d’autore.

Confermare la partecipazione all’evento al numero telefonico 333 16 09 156 o inviare una email ad amicolibro06@libero.it.

ZOOM ID: 849 1906 1694 – PW: 585368

Nell’ambito della Settimana della Cultura di UNI.VO.C.A. (vai al programma completo)

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5 ottobre: ASSAM per il Forte Bramafam

Lunedì 5 ottobre 2020 – ore 18

ASSAM (Associazione per gli Studi di Storia e Architettura Militare), presenta online un filmato su “I 25 anni di volontariato al Forte Bramafam”.

ZOOM ID: 879 8961 0358 – PW: 547866

Info: piergiorgio.corino@gmail.com

Nell’ambito della Settimana della Cultura di UNI.VO.C.A. (vai al programma completo)

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4 ottobre: Alfatre Gruppo teatro con “Na seira ‘n Piòla”

Domenica 4 ottobre 2020, ore 16,30
ALFATRE GRUPPO TEATRO presenterà lo spettacolo teatrale dal titolo “Na seira ‘n Piòla”, presso l’Educatorio della Provvidenza, anche con diretta online.
ZOOM ID: 874 8829 1746 – PW: 622254
Info: http://www.alfatregruppoteatro.com – info@alfatregruppoteatro.com – tel. 3298767323
Nell’ambito della Settimana della Cultura di UNI.VO.C.A. (vai al programma completo)
alfatre

4 ottobre: 2 eventi al Villaggio Leumann

Domenica 4 ottobre 2020

Associazione AMICI DELLA SCUOLA LEUMANN

Ore 15 visita guidata al Villaggio Leumann, con ritrovo alla Stazionetta Leumann (corso Francia 326, Collegno).

Alle 17,15, nella sede dell’Ecomuseo (corso Francia 349 – Collegno), concerto di musica classica con il M° Carlo Amadesi al pianoforte e Martina Amadesi al violino.

Info: www.villaggioleumann.it – info@villaggioleumann.it – tel. 3333923444

Nell’ambito della Settimana della Cultura di UNI.VO.C.A. (vai al programma completo)

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4 ottobre: Villa romana di Caselette con ARCA

Domenica 4 ottobre 2020, ore 15,00-18,00

ArcA

Visita guidata alla Villa romana di CASELETTE.

Info: http://www.arcalmese.it
arca.almese@gmail.com – cultura@comune.almese.to.it
tel. 3420601365 – 0119350201

Nell’ambito della Settimana della Cultura di UNI.VO.C.A. (vai al programma completo)

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4 Ottobre: Villa romana di Almese con Ass. ARCA

Domenica 4 ottobre 2020, ore 14,30-17,30

ArcA

Per la Festa delle Sciule Piene di Rivera, visita guidata alla Villa romana di ALMESE.

Info: http://www.arcalmese.it
arca.almese@gmail.com – cultura@comune.almese.to.it
tel. 3420601365 – 0119350201

Nell’ambito della Settimana della Cultura di UNI.VO.C.A. (vai al programma completo)

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