PIOVA' MASSAIA (At). Chiesa romanica di San Martino in Castelvero.

Della chiesa romanica di San Martino in Castelvero, nel comune di Piovà Massaia, ormai sono rimasti in elevato solo parte dei muri perimetrali.
In origine la cappella dipendeva dalla chiesa di Vercelli, che teneva anche il potere temporale sulle terre dei dintorni e ne aveva infeudati diversi signori, tra cui i Radicati di Cocconato.
Castelvero chiamavasi allora Castelvecchio, e con questo nome ne fa menzione un diploma di Federico Barbarossa del 5 marzo 1186. Anche la chiesetta di Castelvero faceva parte della Pieve di Meirate e con essa, verso l’anno mille, fu tolta alla chiesa di Vercelli ed assegnata alla diocesi di Asti, una delle più antiche, vaste e ricche della regione subalpina, che fin dall’XI secolo confinava a settentrione con la diocesi di Vercelli e s’inoltrava fino a Piovà, Alfiano, Grazano e Altavilla. Sappiamo che l’ufficiatura dell’antica chiesa di San Martino cessò nel 1810, e che nel 1835 venne chiuso l’attiguo cimitero.
Nella seconda metà dello scorso secolo la chiesa è parzialmente crollata.

PIOVAM3La costruzione attuale è molto antica, forse dell’XI secolo, nella quale furono utilizzati materiali appartenenti a qualche edificio preesistente com’è dimostrato dai mattoni striati romani che vi affiorano.
La sua pianta, un rettangolo di metri 6,75 di larghezza e di metri 11,99 di lunghezza, ad una sola navata con due absidi semicircolari, coperte da volte emisferiche a semicatino romanico, è di tipologia molto rara. In origine la chiesa aveva il tetto a vista a due pioventi, che faceva da volta, ma più tardi vi si aggiunse un solaio, formato con gesso tenuto insieme da un traliccio di canne di bambù.
L’orientamento è quasi perfetto. La porta principale è rettangolare, piuttosto piccola, m 1,98 x 1,32, con stipiti in pietra senza ornamenti. L’architrave lapideo è sormontato da un arco in cotto a tutto sesto. A destra della porta si apre una piccola e bassa finestra anch’essa rettangolare.
Un’altra porticina, attualmente murata, con arco in cotto e chiave di pietra arenaria, era praticata nel fianco destro, dove in alto, esistevano due finestre simili a quella sopra ricordata.
piova4Nell’interno, davanti all’altare vi era la cripta. Solamente al disopra dell’altare, si osservavano tracce di decorazione a colori. La volta senza intonaco dell’abside sinistra lasciava chiaramente vedere che il semicatino era formato da blocchi di arenaria, dello spessore quasi uniforme di circa 20-25 centimetri, lavorati sul posto pezzo per pezzo e messi in opera con pochissimo materiale cementizio, e da fasce interposte di mattoni.
La volta dell’abside destra, se non costruita con diverso materiale, ebbe forse una lavorazione meno accurata ed era già in rovina. Dalla parte esterna i muri semicircolari, privi di lesene e intonaco, appaiono formati da blocchi, di varia grandezza, della solita arenaria, e da mattoni sottili, disposti a spina di pesce, con interposizione di fasce di pietra o di laterizio.

Approfondimento storico-architettonico in:
- Estratto dal bollettino della Società Piemontese di Archeologia e di Belle Arti - 1947, a cura di Riccardo Ghivarello; vedi
http://archeocarta.org/wp-content/uploads/2014/11/resti-chiesa-sMartino-PiovaM.pdf, tratto da www.comune.piovamassaia.at.it

Info:
I resti della chiesa sono all’ingresso del paese, su un piccolo poggio che è stato rinforzato per impedirne il crollo, accessibili con una scala a pioli.

Link:
http://www.comune.piovamassaia.at.it/
https://www.lacabalesta.it/ciraas/testi/discussioni/piovasanmartino.html
https://www.chieseromaniche.it/Schede/172_SAN_MARTINO_DI_CASTELVERO_PIOVA_MASSAIA.htm#home

Bibliografia:
Pittarello L., Le chiese romaniche delle campagne astigiane, Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte, Torino (1ª ed. 1991; quarta ed.aggiornata 2002)

Fonte:
http://archeocarta.org/piova-massaia-at-resti-della-chiesa-di-san-martino/

Nome del rilevatore:
Angela Crosta - G.A.Torinese

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